Articolo pubblicato sul quotidiano "La Provincia" del 31.12.2001
Conservatorio di Como
il LIBRO all’occhiello. La biblioteca dell’istituto è oggi una realtà
significativa e pienamente operativa
di Stefano Lamon
Cinque anni fa non esisteva: oggi è presente come realtà unica del mondo culturale comasco. E’ la biblioteca del Conservatorio di musica di Como. L’istituzione è ben più di una biblioteca in senso stretto. Nata con il riconoscimento dell’autonomia all’istituto musicale cittadino, la biblioteca ha avuto come fondamento il fondo Mompellio, raccolta di volumi prevalentemente a carattere storico musicale lasciati dal musicologo e docente universitario che costituiscono una collezione di notevole interesse musicologico esteso a tutto il Novecento, oltre a una piccola base di donazioni, contenenti in prevalenza musiche di fine ’800 e primi decenni del 1900. Dal 1999 il Conservatorio decide di investire sulla propria Biblioteca. Con un grande sforzo economico e personale vengono poste le basi per la creazione da un lato di un servizio specializzato altamente qualificato, dall’altro di un luogo aperto alla conoscenza della musica aperto a tutti. Inizia così una massiccia fase di acquisti, rivolta non solo alla carta stampata e alla musica scritta ma anche alla musica da ascoltare. I riferimenti ideali sono, da un lato, l’impegno a soddisfare le esigenze dell’utenza del Conservatorio, che le riforme in atto promettono diventerà un istituto di alta cultura ovvero una facoltà universitaria, ma anche di aprirsi a tutti gli appassionati della musica: specializzazione e educazione permanente, dunque, come veste completa di un’istituzione impegnata a tentare di scrollarsi di dosso fardelli istituzionali secolari. La scommessa lanciata dal responsabile del servizio, il maestro Marco Emilio Camera, laureato in musicologia e impegnato da oltre quindici anni nel settore, trova un sostegno pieno da parte del direttore del Conservatorio, il maestro Luca Bassetto, e del Consiglio di amministrazione dell’istituto. In due anni si costituisce un fondo di edizioni musicali di tutto rispetto fra partiture, spartiti, libri e riviste; parallelamente, fiorisce con altrettanto peso la fonoteca, destinata a consentire all’utenza di fruire concretamente della musica, cioè ascoltarla e non solo leggerla dagli spartiti - per chi lo sa fare, quindi solo studenti, appassionati ed esperti - o leggere di musica. Ciò che in molti altri Conservatori è parte negletta, a Como diventa ben presto fiore all’occhiello con una collezione che supera i duemila compact disc, fruibili con l’ascolto in sede e addirittura il prestito a domicilio: fatto, quest’ultimo, più unico che raro, anche considerando che la biblioteca si dota di un regolamento rispettoso delle norme sui diritti d’autore ma anche a servizio della diffusione della musica a largo raggio. Conscia di non essere per sua costituzione una biblioteca storica bensì di ricerca e, come tale, desiderosa di guardare al futuro - il Conservatorio di Como, tra l’altro, va orgoglioso della propria attenzione alla musica contemporanea e alle nuove tecnologie, sostenuta da un buon numero di docenti - l’istituzione comasca si impegna ad essere presente in rete: il sito web aperto all’indirizzo http://digilander.iol.it/bibliotecamusicale/index.htm diventa in breve a tutti gli effetti il portale di una biblioteca musicale virtuale dal quale sapere on-line cosa trovare, leggere ed ascoltare ma anche collegarsi nel mondo alla rete dell’informazione musicale. Una porta aperta sul pianeta ma anche, vedendola dal verso opposto, aperta su Como: essere “trovati” da navigatori di tutto il mondo come città di Como, rammenta Marco Emilio Camera, oltre ad essere motivo di soddisfazione aumenta la visibilità della città sotto l’immagine di luogo di studio e servizio. I 1500 contatti al mese ci si augura siano solo un inizio, per quello che è l’ultimo anello di una catena funzionale. La risposta a tanto impegno di apertura e servizio, infatti, non si è fatta attendere anche se, a tutti gli effetti, il territorio comasco non conosce ancora questa sua nuova ricchezza. Il direttore della biblioteca fornisce qualche dato: dal 1997 a oggi i prestiti sono passati da poche decine ad oltre 2500 con una risposta in crescita incessante. Gli studenti mostrano grande soddisfazione nel poter leggere, studiare, ascoltare non solo nello specifico del loro programma di studi, troppo spesso settoriale a causa degli obsoleti programmi di studio, bensì allargando i propri interessi; timidamente ma incessantemente si allarga anche il numero degli appassionati che “osano” varcare la soglia del Conservatorio per soddisfare la propria voglia di musica iscrivendosi al servizio prestiti libri e cd o chiedendo di consultare riviste ed ascoltare in loco. Un’occasione unica, che aspetta le sinergie di tutto il territorio comasco per vivere sana e duratura: sarebbe il colmo se tanto sforzo finisse per arenarsi solo per la pigrizia del mondo esterno o per il disinteresse. La Biblioteca del Conservatorio di Como merita innanzitutto di essere usata, poi di essere sostenuta al di là dello sforzo, pur encomiabile, sostenuto finora dalla sola istituzione che l’ha creata. La visita in rete è possibile in ogni momento: quella allo sportello di via Cadorna dal lunedì al venerdì in orario 11-17, mentre il sabato dalle 8 alle 14.